Una generazione cresciuta con video porno

Vi raccomando di leggere il saggio di James McWilliams sul bisogno di umanizzare la vita digitale. Una generazione cresciuta con filmini porno in alta definizione è colma di queste stesse incognite. Si ridurrà il tempo di attenzione? Saranno ricablati i cervelli? Sarà influenzata l’abilità di prosperare nei rapporti? Solo il tempo lo dirà. Confrontate tutto ciò con la conversazione che ho avuto alla Northwestern, dopo aver parlato degli effetti del filmini porno sulle relazioni. “Perché fare sesso subito?” Un ragazzo coi capelli arruffati e gli occhi da Bambi stava spiegando. “Le cose sono sempre un po’ tese e a disagio quando ci si inizia a vedere,” diceva. “Preferisco fare sesso subito per togliermi il pensiero. Accadrà, prima o poi, così facendo ci si libera dalla tensione.”“Non è la tensione la cosa divertente?” chiesi. “Non fa andar via anche quella sorta di mistero?” “Mistero?” mi guardò senza capire. E poi, senza esitare, rispose: “Non so di cosa stia parlando. Il filmini non ha misteri.” Nella storia dell’attuale numero del Time, “Il porno e la minaccia alla virilità,” Belinda Luscombe scrive: “Un numero crescente di giovani uomini è sempre più convinto che la propria sessualità sia stata sabotata perché i loro cervelli sono stati praticamente marinati nel porno quando erano adolescenti. La loro generazione ha consumato contenuti espliciti in quantità e varietà inimmaginabili, su dispositivi pensati per inviare contenuti in maniera rapida e veloce, il tutto a un’età in cui i loro cervelli erano plastici – più propensi a cambiamenti permanenti – che in età più avanzata. Questi giovani si sentono come cavie inconsapevoli in un esperimento decennale senza controllo nel condizionamento sessuale.”